a cosa punta (5) il
LabAct Incursioni Urbane
Ora dette tutte queste superficialità e sperando di essere stati chiari, almeno in questa volatilità di tempo, che è sempre poco e che è sempre sfuggente, e che dovremmo smettere definitivamente di inseguire (perdendone sempre di più), cerchiamo di trarre delle conclusioni. Forse in un prossimo futuro scriveremo un altro vademecum del LabActivista, e perché no qualche libro vero e proprio, magari a più mani e con un'altra consapevolezza e maturità.
Il LabAct cerca (nella sua breve vita, come ha sempre cercato di fare e farà), di scoprire una propria forma ed un proprio modo per raccontare la vita e la storia che è vecchia millenni, e che è fatta (oltre che di gioie e dolori): di crescita, evoluzione e condivisione. Infatti nonostante qualcuno ci creda fino in fondo e per lui o lei sia indispensabile per la sua mediocre sopravvivenza, esistenza ed umanità, si può affermare che l'adesione al LabAct può esser fatta - con la massima inconsapevolezza, con disciplina o incoerenza, frequentandolo solo periodicamente, frequentandolo assiduamente, fregandosene di lui o al contrario non poterne fare a meno, crescerci dentro e perché no perderne addirittura ogni speranza, osannarlo, odiarlo, amarlo, sfruttarlo e farsi sfruttare da esso, o beceramente “sputtanarlo”. Comunque sia, continuerà ad accrescere il suo bagaglio di conoscenza e di messa in opera delle teorie e delle pratiche. Cercherà, senza preferenze verso nessuno, di restituire quello che ha imparato dalla vita a tutti coloro, che anche solo per un attimo incroceranno (o hanno incrociato), il suo cammino. Infatti vivere questo percorso è un po come “vivere in trincea”, non è semplice starci dentro e soprattutto non deve essere preso come un passatempo o peggio ancora un hobby, tanto meno nel suo intento più nobile, non vorrà mai essere un esaltante e modaiolo o mondano “flash Mob” passeggero. Diciamo che nel suo “passaggio” da un luogo ad un altro, cerca e cercherà di lasciare sempre una traccia, a volte evidente, a volte offuscata per trovarne o tracciarne altre, comunque indispensabili a far seguire la propria poetica della libertà e della conoscenza a tutte le menti autonome e libere.
Di arte, filosofia e cose affini nella storia moderna e contemporanea si trovano molte cose, ma per chi volesse approfondire un po di più (oltre a le cose trattate durante i laboratori, o durante i discorsi di corridoio), potrebbe iniziare a leggere e visionare qualcosa che comunque stimola il movimento del LabAct Incursioni Urbane: Antonin Artaud (qualsiasi cosa dal teatro, alla poesia, alla teoria); Jerzy Grotwosky (soprattutto nel rapporto tra natura, attore e silenzio); Carmelo Bene (le numerose interviste, o i libri dove spiegano i suoi pensieri, soprattutto se autobiografiche); Bertold Brecht (qualsiasi cosa); Pippo Del Bono (basta vedersi qualcuno dei suoi spettacoli, soprattutto quelli vecchi); Eugenio Barba e l'Odin Teatret (soprattutto nel periodo in cui lavorarono in Sud-America); le tecniche e le teorie del Teatro dell'Oppresso di Augusto Boal (anche se si trova molto poco); i libri del Popolo dell'Arcobaleno; Living Theatre (soprattutto prima della morte di Julian Beck); l'Agit-Prop (anche se si trova molto poco); il Teatro di Massa e il Teatro da Quattro Soldi di Vito Pandolfi (anche se si trova molto poco); Aldo Braibanti (soprattutto le teorie e le critiche verso la società); Alejandro Jodorowsky (soprattutto le tecniche del Teatro Panico); Pier Paolo Pasolini (quasi tutto, soprattutto gli scritti e gli articoli); il Movimento Patafisico e soprattutto Alfred Jarry (qualsiasi cosa dal teatro alle teorie); Zygmund Bauman (qualsiasi cosa); Gilles Deleuze (qualsiasi cosa); Felix Guattarì (qualsiasi cosa); Jean Baudrillard (qualsiasi cosa); tecniche di Training Autogeno e Meditazione; Fernando Ezequiel Solanas (i documentari sulle lotte argentine); un po di Sigmund Freud (ma non troppo); tecniche e teorie dello psicodramma di Zerka Moreno (qualsiasi cosa dalla pratica, agli esercizi, alle testimonianze); le teorie della decrescita felice; la nascita e la fenomenologia della nascita e della vita degli happening e delle azioni programmate.
Naturalmente di autori, pensatori e rivoluzionari ce ne sono a bizzeffe e sarebbe molto complesso elencarli tutti. Ma questi sono importanti ed indispensabili per completare (almeno in parte) un tragitto che speriamo, non trovi mai fine.
Un abbraccio e buona vita a tutti.
5 gennaio 2012
Luca Privitera
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